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Google Business Profile: Come Configurarlo Bene per la Tua Attività

Sono le sette di sera e qualcuno, in macchina, cerca sul telefono “pizzeria aperta adesso”. Google gli mostra tre attività con nome, orari, foto, recensioni e un pulsante per chiamare. Chi ha una scheda curata finisce in quel riquadro. Chi non ce l’ha, o l’ha lasciata a metà, per quella persona semplicemente non esiste.

Quella scheda si chiama Google Business Profile (in italiano “Profilo dell’attività su Google”). È gratuita, si configura in poco tempo e, fatta bene, porta telefonate e visite reali. Vediamo come impostarla, partendo dai campi che contano di più.

Prima di tutto: la scheda deve essere tua

Spesso la scheda esiste già, creata da Google o da un cliente. Prima di crearne una nuova, cerca il nome della tua attività: se la trovi, rivendicala invece di duplicarla. Due schede per la stessa sede confondono Google e possono penalizzarti entrambe.

Dopo la rivendicazione arriva la verifica: Google vuole essere sicuro che l’attività esista davvero all’indirizzo indicato. A seconda dei casi si fa con un codice, una telefonata o un breve video. Finché non è completata, la scheda resta quasi invisibile.

I campi che pesano davvero

Non tutti i campi hanno lo stesso valore. Questi sono quelli da curare per primi:

  • Nome: quello reale dell’attività, così com’è sull’insegna. Aggiungere parole chiave (“Mario Rossi – Idraulico Roma economico”) è contro le regole e può portare alla sospensione.
  • Categoria principale: è il segnale più forte per capire per quali ricerche comparire. Scegli la più specifica (“Pizzeria”, non “Ristorante”) e aggiungi poche categorie secondarie davvero pertinenti.
  • Indirizzo e area di servizio: se ricevi clienti in sede, indirizzo preciso. Se vai tu dai clienti, indica le zone che copri.
  • Orari: completi, compresi festivi e chiusure straordinarie. Un orario sbagliato produce recensioni arrabbiate.
  • Telefono e sito: gli stessi che usi ovunque. Il sito dovrebbe aprirsi in modo chiaro anche da mobile.
  • Descrizione: poche righe che dicono cosa fai, per chi e dove, senza slogan.

Un dettaglio che si sottovaluta: nome, indirizzo e telefono devono essere identici a quelli di sito e altri elenchi. Ne parliamo anche nella nostra guida alla SEO locale, dove la scheda è uno dei pilastri.

Foto, servizi e prodotti: quello che convince a chiamare

Chi guarda la scheda decide in pochi secondi. Servono foto vere: esterno, interno, il team, il lavoro finito. Le immagini generiche prese da internet si riconoscono subito e fanno l’effetto contrario.

Compila anche la sezione servizi o prodotti, con una riga di descrizione e, dove ha senso, un prezzo indicativo. Chi trova già le risposte alle sue domande ha meno motivi per passare al concorrente.

Recensioni e domande: la parte che si muove da sola

Le recensioni sono ciò che i clienti notano per primo, e anche Google le considera nel decidere chi mostrare. Non basta riceverle: vanno lette e ricevono una risposta, anche quando sono negative. Come organizzare un sistema per raccoglierle e rispondere senza improvvisare lo spieghiamo nella guida alla gestione delle recensioni online.

Gli errori che ci portano più spesso a rimettere mano alle schede

  • Scheda duplicata per la stessa sede, di solito dopo un trasloco o un cambio di gestione.
  • Categoria troppo generica, che fa comparire l’attività per ricerche sbagliate.
  • Orari non aggiornati dopo le ferie o i cambi di stagione.
  • Nome gonfiato di parole chiave, che rischia una sospensione e costringe a ricominciare la verifica.
  • Scheda abbandonata: nessuna foto nuova, nessuna risposta alle recensioni da mesi. Per Google e per il cliente è un segnale di trascuratezza.

Dieci minuti a settimana bastano

Una volta configurata, la scheda non chiede molto: controlla le nuove recensioni e rispondi, aggiungi una o due foto recenti, verifica che orari e recapiti siano corretti. Se la pubblichi con una novità o una promozione, meglio ancora.

Il punto è la costanza. Una scheda curata ogni settimana, collegata a un sito aziendale chiaro e aggiornato, lavora per te anche quando l’attività è chiusa.

In sintesi

Google Business Profile è il primo biglietto da visita di un’attività locale. Rivendica la scheda giusta, completa i campi che pesano di più, usa foto vere, rispondi alle recensioni e dedica pochi minuti a settimana al mantenimento.

Se vuoi una mano a configurarla o a capire perché la tua non compare, raccontaci la tua attività: possiamo guardarla insieme.