Ti arriva un messaggio: «Ciao, collaboriamo? Il mio listino è 300 euro a post». Non hai idea se sia tanto o poco, né cosa ci sia dentro quei 300 euro. È la situazione più comune per chi muove i primi passi con gli influencer, ed è anche il motivo per cui conviene leggere un preventivo voce per voce, invece di guardare solo il totale.
Un’avvertenza prima di cominciare: in questa guida non troverai tariffe «standard». Il prezzo di un influencer non ha un listino ufficiale e cambia molto da persona a persona. Ti spieghiamo da cosa dipende, così puoi valutare ogni proposta da solo.
Cosa c’è dentro il prezzo, voce per voce
Quando un influencer ti dà una cifra, in realtà sta mettendo insieme cinque elementi. Chiedi sempre di vederli separati.
| Voce | Cosa significa | Domanda da fare |
|---|---|---|
| Pubblico e coinvolgimento | Non conta solo il numero di follower, ma quante persone reagiscono davvero | Quante visualizzazioni e commenti ricevono di solito i suoi contenuti? |
| Piattaforma | Un video richiede più lavoro di una foto, una storia dura 24 ore | Dove verrà pubblicato e in che formato? |
| Numero di contenuti | Un post, tre storie, un video: ogni pezzo ha il suo costo | Quanti contenuti sono compresi? |
| Diritti di riutilizzo | Poter usare il contenuto nei tuoi annunci o sul tuo sito vale di più | Posso riutilizzarlo? Per quanto tempo? |
| Esclusiva | Se non può collaborare con i tuoi concorrenti, il prezzo sale | C’è un periodo di esclusiva? Quanto dura? |
Due offerte con lo stesso totale possono valere cose molto diverse. Un post che puoi riutilizzare per sei mesi nelle tue campagne vale più di uno che resta solo sul profilo dell’influencer.
Non si paga sempre in denaro
Il compenso può prendere tre strade, e a volte si combinano.
- Pagamento fisso. Concordi una cifra per un certo numero di contenuti. È la forma più semplice da prevedere e da mettere a budget.
- Prodotto o servizio. Offri il tuo prodotto, una cena, un trattamento. Funziona soprattutto con i profili più piccoli, a patto che lo scambio sia chiaro fin dall’inizio.
- Commissione sulle vendite. L’influencer guadagna in base a quanto vende grazie al suo codice o link. Ti espone a meno rischio, ma richiede un modo affidabile per tracciare le vendite.
Per un’attività del territorio, spesso conviene il micro influencer
Se hai un negozio, un ristorante o uno studio in una zona precisa, un profilo con centinaia di migliaia di follower sparsi in tutta Italia ti serve a poco: la maggior parte di chi lo segue non verrà mai da te.
Un micro influencer ha un pubblico più piccolo ma più vicino e spesso più attento. Una persona del posto, che racconta la città o il quartiere, è seguita proprio da chi potrebbe entrare nel tuo locale.
Come trovarlo, senza strumenti particolari:
- cerca gli hashtag e i luoghi geolocalizzati della tua città;
- guarda chi tagga i locali simili al tuo;
- controlla i tuoi stessi follower: a volte il profilo giusto ti segue già;
- leggi i commenti, non solo i numeri: se sono genuini e pertinenti, è un buon segno.
Cosa mettere per iscritto
Anche per una collaborazione piccola, un accordo scritto evita equivoci. Di solito dovrebbe chiarire:
- quali contenuti verranno realizzati, su quali piattaforme e entro quali date;
- quanto e come viene riconosciuto il compenso;
- chi approva il contenuto prima della pubblicazione;
- per quanto tempo puoi riutilizzarlo;
- chi si occupa di segnalare che si tratta di una collaborazione.
Su quest’ultimo punto trovi i dettagli in #ADV e No ADV: cosa significano e quando usarli. Per il testo vero e proprio del contratto, rivolgiti a un consulente: qui ti diamo solo l’impostazione generale.
Come capire se ha funzionato
Decidi prima come misurarlo, non dopo. Alcuni segnali concreti:
- Visite al profilo o al sito nei giorni successivi alla pubblicazione;
- Messaggi e richieste che citano l’influencer;
- Codici sconto usati o clienti che dicono «vi ho visto da…»;
- Contenuti riutilizzabili che restano a tua disposizione.
Una collaborazione non dà sempre vendite immediate: spesso porta visibilità e fiducia, che poi si trasformano in clienti con il resto della tua comunicazione. Per questo conviene inserirla in un lavoro più ampio, come il piano editoriale dei social, e tenere presente il quadro dei costi in quanto costa gestire i social media di un’azienda.
Da dove partire
Se è la tua prima collaborazione, parti piccolo: un profilo locale, un accordo semplice, un obiettivo solo. Poi guarda cosa è successo e decidi se ripetere.
In NTY possiamo aiutarti a scegliere i profili giusti, impostare l’accordo e collegare la collaborazione al resto della tua presenza online. È un servizio che stiamo avviando: se ti interessa, scrivici e valutiamo insieme il tuo caso.





